Team building: storia, successi e nuovi modelli

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Team building: storia, successi e nuovi modelli

Durante l’ultimo anno si è assistito ad un cambiamento radicale del modo in cui le aziende si sono rapportate con il flusso di produzione: un cambio di rotta che ha impattato anche su tutte le pratiche di team building. Invece di andare in ufficio ogni giorno, tenere riunioni e lavorare a stretto contatto con i colleghi, la quasi totalità degli impiegati del terziario ha lavorato da casa.

Mentre ospitare riunioni con il tuo team online ti consente di vedere tutti e il tuo team può utilizzare la tecnologia per lavorare insieme su progetti, lavorare in remoto non è la stessa cosa che stare insieme nello stesso spazio.

Nella seconda metà del 2020, e maggiormente nel 2021 si è assistito ad un progressivo ritorno in ufficio. Le aziende che hanno sperimentato soluzioni ibride tra smart working e presenza, si troveranno davanti uno scenario necessariamente diverso.

Ci saranno nuovamente occasioni di socialità? E come saranno gestite? E come possiamo immaginare le attività di team building del futuro? Proviamo a immaginare scenari.

Team building: come nasce

Il concetto di team building affonda le radici negli studi di psicologia, tra cui il più celebre è quello di Tuckman.

Nel 1965, Bruce Tuckman, professore di psicologia educativa alla Ohio State University, mise a punto un modello di evoluzione delle relazioni e dei rapporti di gruppo in ambito lavorativo. Le cinque fasi individuate da Tuckman sono ancora oggi un valido punto di riferimento per chi si occupa di questa materia, e sono:

  • Fase 1: Forming (formazione), ovvero la fase in cui si sviluppa tra i membri un senso di appartenenza mediante fiducia, conoscenza e condivisione di valori e mission aziendale.
  • Fase 2: Storming (da “storm”, cioè tempesta), in cui prevale il conflitto. Ognuno cerca di imporre la propria individualità, ponendosi in conflitto con gli altri membri e, talvolta, con il leader, ponendo resistenze alla formazione del gruppo.
  • Fase 3: Norming (normalizzazione). Passata la tempesta, con il superamento dei conflitti, si crea un senso di unità e i singoli si sentono finalmente parte di un team. In questa fase sono stabilite le regole e sono identificati i ruoli.
  • Fase 4: Performing (efficienza) ovvero il momento in cui risolti i problemi relazionali e definite ormai le regole, inizia il vero e proprio lavoro, con il leader che lascia spazio al gruppo perché operi da solo.
  • Fase 5: Adjourning. Ultima fase (aggiornamento) in cui le mansioni sono completate e ci si avvia allo scioglimento.

Il modello di Tuckman è interessante perché pone l’accento sull’evoluzione del gruppo. Via via i modelli nati dagli studi sono stati ripresi dai guru della comunicazione e del marketing, che trasmettendoli ai manager, hanno permesso alle aziende di porre l’attenzione verso queste tipologie di strutture comportamentali.

Il concetto di team building moderno

Successivamente, negli anni ‘90 i team building hanno visto il loro sviluppo soprattutto nel contesto delle multinazionali e delle grandi aziende, in particolare nei comparti produttivi dove è più accesa la competitività e più forte la corsa all’innovazione, specificatamente l’ambito delle telecomunicazioni e della ricerca.

Nello specifico poi, l’abilità di saper lavorare in gruppo è diventata sempre più indispensabile per coloro che si muovono nell’attuale mercato di lavoro e si è trasformato pertanto un requisito richiesto dalle aziende che selezionano il personale, ma non solo. L’efficienza dei gruppi di lavoro è stata considerata soprattutto attraverso compiti definiti e misurabili quantitativamente, tralasciando la dimensione del benessere delle persone all’interno dei gruppi.

Il fatto che tale variabile tocchi esperienze estremamente soggettive e pertanto di difficile analisi, non significa però che non abbia un’influenza, soprattutto sulla motivazione delle persone, sulla qualità della presa di decisione e di conseguenza sulla produttività.

Nel tempo è divenuto necessario sviluppare anche un aspetto ludico delle attività di team building. Da quel momento sono quindi nati eventi dalla forte componente ludica, che hanno permesso da un lato di avvicinare i dipendenti, e allo stesso tempo diversificare gli obiettivi della competizione aziendale.

La cultura aziendale può uscire migliorata grazie alle attività, mentre i dipendenti si sollevano dal consueto ritmo giornaliero, ed entrambi traggono quindi dei benefici.

Il team building migliora il morale dell’azienda

Se appunto il team building è capace di migliorare la produttività, in un periodo dove non è stato possibile stare a contatto, come si può ritornare a fare attività di condivisione in presenza?

La risposta è: avere pazienza, perché il tempo permetterà a tutti di ritrovare i ritmi e il flusso precedente alla pandemia. Una comunicazione inclusiva e una forte attenzione al personale è fondamentale in un momento così delicato.

È molto probabile che il morale sia un po’ giù, e lo stress maggiore: in questo caso l’attività di team building potrebbe spezzare quella monotonia relativa ai consueti ritmi che si stanno faticosamente ritrovando.

Il team building aumenta la motivazione

Non solo, un’attività di team building permette anche di ripristinare la motivazione di dipendenti e manager.

Si può facilmente immaginare che durante i mesi di lockdown le abitudini personali e familiari siano state modificate radicalmente: gestione del tempo libero, spostamenti, dinamiche personali e affettive, e così via.

La programmazione di una o più giornate dedicate alla costruzione dello spirito di gruppo spingerebbe a riportare lo slancio costruito in quelle ore proprio all’interno dell’ufficio, una volta rientrati alle scrivanie.

L’azienda capace di coltivare una cultura organizzativa efficace rivolta alla crescita del personale (non obbligatoriamente numerica) otterrà notevoli vantaggi. Il team building costruito con criterio indirizza i dipendenti verso un sistema valoriale più alto, sorretto da una struttura basata sulla fiducia di colleghi e superiori.

Nuovi modelli di team building

Maggiore motivazione e fiducia portano ad una maggiore produttività, dicevamo prima.

E in questo periodo le attività per far crescere la motivazione dovranno seguire necessariamente i ritmi e le dinamiche ibride tra lavoro in presenza e lavoro agile.

È infatti ipotizzabile che i precedenti modelli o esempi di team building resisteranno nel tempo, ma potrebbero adattarsi ai momenti di distanziamento. Alcune attività in presenza potrebbero essere sport come tennis, padel, oppure ci si potrà rilassare su un campo da golf ad esempio, o praticare l’equitazione, orienteering, tiro al piattello, o anche lezioni di cucina.

Ma esistono parallelamente anche esempi di attività di team building on line, per consentire anche a chi lavora da remoto di partecipare. Si possono organizzare infatti giochi, indovinelli on line e cacce al tesoro virtuali.

In tutti i casi, sarà fondamentale integrare riconoscimento e rinforzo positivo, consentendo ai dipendenti di sposare i valori aziendali e il loro significato per il successo del business.

Un nuovo modello di cultura aziendale è possibile laddove ci sia inclusione, condivisione e spazio per la crescita, passando anche per gli errori. Il team building consente di avvicinare tra loro le persone, che sono l’anima e il corpo di qualsiasi impresa, permettendogli di condividere momenti di crescita attraverso il gioco.

Un’azienda dove i dipendenti alleggeriscono il loro tempo insieme, e dove si sentono valorizzati e premiati è un’azienda che accresce il proprio prestigio.

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