Il Super Mario Effect e la cultura dell’errore

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Il Super Mario Effect e la cultura dell’errore

Ogni essere umano, ogni giorno, si confronta con una serie di tentativi verso il raggiungimento di piccoli o grandi obiettivi. E di conseguenza siamo esposti a quella pressione che ci accompagna quando arriva il momento di fronteggiare il fallimento o il successo dei nostri tentativi.

Spesso però succede che abbiamo talmente paura del fallimento e delle ripercussioni negative, soprattutto in contesti aziendali, che non compiamo neanche quel piccolo passo verso il raggiungimento del traguardo.

Per questo motivo è necessario un cambiamento della cultura aziendale, che incentivi le persone a cogliere le opportunità senza temere l’errore, perché l’esito positivo di un processo passa anche tramite una serie di “cadute”. Proprio come ci ricorda Super Mario.

Che cos’è il Super Mario Effect?

Può Super Mario aiutarti a raggiungere i tuoi obiettivi sul lavoro? Decisamente sì, secondo Mark Rober, celebrità di YouTube ed ex ingegnere della NASA.

In un suo celebre speech al TEDx Talk chiamato “The Super Mario Effect – Tricking Your Brain into Learning More”, Rober condivise i dati di un suo esperimento sul comportamento umano: ad alcuni suoi fan su Youtube aveva chiesto di completare un puzzle di programmazione per computer, dividendo i partecipanti in due gruppi.

Ad un gruppo, se l’utente non fosse riuscito a compiere i vari task, compariva il messaggio “Non ha funzionato. Per favore, ritenta”, mentre per l’altro gruppo il messaggio era: “Non ha funzionato. Hai perso 5 punti, te ne restano 195. Per favore, ritenta”.

I risultati? Il primo gruppo ebbe una percentuale di successo del 68% ed eseguì 2,5 tentativi in ​​più rispetto al secondo gruppo per risolvere il puzzle prima di trovare il successo. Il secondo gruppo, tuttavia, ebbe solo una percentuale di successo del 52%, con solo cinque tentativi di risolvere il puzzle prima di trovare il successo: il timore di perdere punti aveva scoraggiato i loro tentativi, e di conseguenza le possibilità di riuscita.

Per Rober, i risultati indicarono che se un individuo è invitato a non vedere il fallimento attraverso una luce negativa, si è più inclini a continuare a provare, raggiungere l’obiettivo e imparare di più. 

Lo studioso lo teorizzò come “Super Mario Effect”, in onore del celebre videogioco.

In Super Mario infatti, il processo di apprendimento è il gioco stesso, e l’obiettivo è salvare la principessa. Ma la vera vittoria è nel processo: conoscere il gioco, adattare le strategie, imparare dagli errori e riprovare, con l’obiettivo di salvare la principessa.

Applicare il Super Mario Effect alla cultura aziendale

Come è possibile trasferire i concetti di uno studio sul comportamento umano al contesto aziendale? Innanzitutto cominciando a sposare una filosofia più orientata verso l’accettazione dell’essere umano e della sua fallibilità

Solo se si cambia il modello di gestione dell’error management, passando da una visione riparatrice ad una visione di mantenimento di equilibrio tra effetti negativi ed effetti positivi, si può trovare la chiave per un cambiamento di cultura aziendale, come spiegato qui.

A cominciare dalle figure manageriali, capaci di influenzare positivamente i dipendenti, è fondamentale riconoscere il valore di un fallimento e conferirgli il giusto peso all’interno della gestione di uno o più progetti, e trarne sempre un vantaggio per nuove opportunità.

Poiché tutti siamo umani, e tutti siamo in grado di sbagliare: l’importante è apprendere e imparare dagli errori, aumentando il nostro sapere e le competenze.

La cultura dell’errore e il Gruppo Immedya

Noi del Gruppo Immedya abbiamo sposato la cultura dell’errore e ne abbiamo fatto un passaggio fondamentale del nostro manifesto: sotto We Are People c’è infatti scritto errore, flessibilità, lungimiranza

Crediamo nelle persone e nella possibilità che possano fallire, e traiamo valore dal processo che ha portato all’errore, cogliendone un’opportunità per crescere e migliorare. Che sia nell’efficienza, nella comunicazione, nelle relazioni, o anche solo e semplicemente in noi stessi.

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