Le soft skills come abilità da trasmettere in azienda

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Le soft skills come abilità da trasmettere in azienda

Man mano che sempre più attività lavorative diventano automatizzate, le competenze trasversali, quelle che possiamo chiamare soft skills, e che non possono ancora essere replicate dalle macchine, sono diventate più importanti

Una ricerca di Deloitte ha riferito che “le professioni ad alta intensità di soft skills rappresenteranno i due terzi di tutti i posti di lavoro entro il 2030” e che l’assunzione di dipendenti con più competenze trasversali potrebbe aumentare i profitti di oltre 85.000 euro.

Ma cosa sono le soft skills e perché sono così decisive per un’azienda, tanto da rendere fondamentale il loro insegnamento?

Cosa sono le soft skills?

Le soft skills sono le abilità e i comportamenti individuali che ognuno di noi utilizza per interagire con le persone e per affrontare le situazioni sul luogo di lavoro, e sono riconducibili ai tratti della personalità.

Questi tratti della personalità rappresentano i punti di forza individuali che vanno oltre alle capacità specifiche necessarie per affrontare il lavoro.

In italiano vengono chiamate abilità trasversali perché sono e devono essere applicate trasversalmente in tutti i settori, indipendentemente dal ruolo che si ha in azienda. Non sono legate a professioni specifiche, come sono invece le hard skills.

Le possiamo elencare ad esempio come empatia, intelligenza emotiva, gentilezza, consapevolezza, adattabilità, integrità, automotivazione, gestione del tempo, leadership, attitudine positiva, comunicazione, pensiero critico, collaborazione e resilienza.

Sono quelle qualità che influiscono sulla capacità di rapportarsi con i colleghi o con il capo, di lavorare in maniera efficace insieme al gruppo, e di saper prendere con il giusto spirito le sfide lavorative.

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Perché sono così importanti nel mondo del lavoro attuale?

Sappiamo benissimo che i cambiamenti nella nostra società sono spesso repentini, e inclini alle tendenze dei mercati globali. Di conseguenza, anche il mondo del lavoro è in continua trasformazione, e così anche le modalità di ricerca e selezione del personale aziendale: in questo panorama, le soft skills sono diventate fattori di successo cruciali, per la loro caratteristica di elemento di differenziazione sia per i candidati che per le imprese.

La ricerca Monster’s The Future of Work 2021: Global Hiring Outlook ha rivelato che quando ai datori di lavoro è stato chiesto di nominare le migliori competenze che desiderano nei dipendenti, hanno citato competenze trasversali come affidabilità, lavoro di squadra/collaborazione, flessibilità e risoluzione dei problemi.

Non essendo capacità legate a professioni specifiche come le hard skills, esse sono sempre più rilevanti all’interno del panorama della digital transformation, la quale richiede capacità di cambiamento e di flessibilità ad ogni tipo di business.

Le persone prediligono infatti posti di lavoro che guardano al futuro e le aziende, se desiderano crescere, devono adattarsi ai cambiamenti globali. Le capacità di relazione, collaborazione e adattabilità di chi lavora in azienda portano le imprese stesse verso il cambiamento culturale e operativo. E tutto ciò rende i business versatili e competitivi nel mercato moderno.

Ma il vero punto di forza delle soft skill è che sono altamente trasferibili.

abilità trasversali

Trasmettere le soft skills in azienda

In certi casi, le abilità trasversali possono essere innate, naturalmente presenti in ognuno di noi. Ma spesso vanno assimilate, ed è cruciale saper osservare l’ecosistema aziendale intorno a noi, fare domande e porsi nella condizione di essere ricettivi.

Allo stesso tempo, le soft skills possono essere insegnate dai datori di lavoro e colleghi, sviluppate e imparate nel tempo. 

Perché se accade ad esempio che un dipendente è carente di determinate competenze trasversali a causa della mancanza di esperienza o di una situazione precedente, è importante che le aziende promuovano un ambiente in cui sia consentito ai dipendenti commettere errori ed essere vulnerabili.

Uno studio della Yale University ha scoperto che le persone erano più felici, più creative e più innovative quando lavoravano con supervisori emotivamente intelligenti, consapevoli di sé ed empatici. All’opposto, il 70% dei dipendenti i cui manager sono stati identificati come dotati di scarsa intelligenza emotiva ha affermato che i loro sentimenti principali verso il lavoro erano perlopiù negativi.

Ascolto, empatia, intelligenza emotiva pongono le basi per una cultura aziendale basata sull’importanza dell’errore, uno dei valori che nel Gruppo Immedya abbiamo fatto nostro. All’interno del nostro manifesto dei valori sosteniamo che “l’errore costituisce una virtù che racconta l’intento di compiere un’azione volta al cambiamento e alla consapevolezza di migliorare processi ed attività complesse”. Tutto (anche) grazie alla spinta delle abilità trasversali.

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