la cultura dell'errore

La cultura dell’errore

Ognuno di noi compie degli errori nel corso della vita. Sbagliare è ciò che più di umano esiste e non a caso Seneca diceva Errare humanum est. Commettere errori è un’attività che fa parte di ogni individuo e ancor di più per un manager che in azienda è chiamato a fare delle scelte. Il commettere errori però è troppo spesso visto con un’accezione negativa e proprio per questo considerato un limite. 

In passato vi abbiamo parlato dell’etica dell’errore e delle prime teorie che hanno portato l’uomo moderno a cambiare l’approccio nei confronti dei fallimenti. Nell’approfondimento di oggi analizziamo il concetto più nello specifico. 

 

L’errore: fallimento o opportunità?

Siamo abituati a demonizzare gli errori, a credere che sbagliare sia la strada verso l’insuccesso. Questa visione negativa dell’errore la coltiviamo fin da bambini quando a scuola la maestra sottolineava in rosso ciò che nelle verifiche sbagliavamo. Questa concezione continua ad accompagnarci nelle diverse esperienze scolastiche quando ci conviciamo che gli errori siano qualcosa da non fare, da punire e di cui alle volte vergognarsi. Questa visione che cova dentro di noi dall’infanzia all’adolescenza porta spesso, in età più adulta, a limitare le nostre scelte e le nostre azioni per paura di sbagliare: commettere errori fa scattare una sensazione di fallimento o ancor prima di commettere un possibile errore siamo bloccati dalla paura di sbagliare. Ciò che ci porta ad avere paura è il giudizio negativo degli altri, il disprezzo che ne potrebbe derivare e il dover ammettere davanti agli altri il nostro fallimento

Certo l’errore può generare conseguenze negative ma permettere alla paura di impedirci di fare scelte porta a conseguenze personali molto più gravi. Carl Jung diceva che “chi evita l’errore elude la vita” e questo è vero tanto quanto spesso capita di trovarsi in situazioni in cui evitare di sbagliare è davvero impossibile. Ma come fare per accettare gli errori e vederli in un’ottica positiva? Procediamo con ordine. 

Amarsi di più e sapere accettare l’errore

Il più delle volte non agiamo per paura di deludere l’altro, per paura di non essere all’altezza delle aspettative delle persone che ci circondano.  Mettere a nudo la nostra naturale imperfezione è difficile e la cosa che appare come più facile da fare è negare l’errore, giustificarlo e alle volte addirittura nasconderlo. Come abbiamo anticipato in fase di apertura dell’articolo, errare fa parte della natura umana in quanto siamo essere fallibili

Una ricerca scientifica ha dimostrato che l’uomo impara più dagli errori che dai successi poichè l’inaspettato generato dall’errore rafforza l’apprendimento. Il nostro cervello è tarato per fare errori e apprendere da essi al fine di non commetterli una seconda volta. 

 

Le aziende e la cultura dell’errore

Nel contesto aziendale, più che altrove, la paura di commettere errori è spesso distruttivo. In azienda infatti, la cultura organizzativa dell’error management si basa su un approccio finalizzato all’effettiva gestione successivamente al verificarsi dell’errore

Commettere errore è naturale nel corso della gestione di un progetto aziendale e può dipendere da diversi fattori. In azienda non è fondamentale non commettere errori, piuttosto essere in grado di minimizzare gli effetti negativi e massimizzare gli effetti positivi come l’apprendimento, l’aumento delle competenze e delle performance future. La cultura aziendale, a partire dalle figure manageriali, deve incentivare una visione positiva dell’errore in quanto l’azione del leader influenza anche quella dei membri di un team. 

 

Prendere le scelte giuste partendo da una decisione sbagliata

Assodato che errare è umano è pur vero che perseverare è diabolico. Molte volte, in azienda e nella vita privata, commettiamo in maniera ripetuta gli stessi errori e questo accade perchè non ammettiamo e non riconosciamo gli errori. Per affrontare positivamente l’errore bisogna adottare in successione i seguenti comportamenti: riconoscere, accettare, trasformare

RICONOSCERE L’ERRORE. Ammettere di aver sbagliato è il primo passo verso il riconoscimento dell’errore. Il manager aziendale in questo ha un ruolo chiave in quanto è colui che dovrà fornire un feedback veritiero alla persona del team che ha commesso l’errore. Per poter riconoscere l’errore da un lato è fondamentale avere l’intelligenza di recepire correttamente il feedback ricevuto; dall’altro è fondamentale avere piena conoscenza/coscienza di ciò che viene svolto e come viene svolto. 

ACCETTARE DI AVER SBAGLIATO. Nel momento in cui si accetta di aver sbagliato si è in grado di accettare la propria vulnerabilità. è importante ammettere di aver sbagliato e assumersi la responsabilità dell’errore commesso. In questo modo viene fuori la volontà di capire come non ripeterlo in futuro. Per favorire questo aspetto le aziende possono creare riunioni in cui condividere non solo le best practice ma anche le bad practice come opportunità per comprendere e supportare tutto il team.  

TRASFORMARE L’ERRORE IN RISORSA. E’ evidente come l’errore non lasci indifferenti i manager aziendali, tuttavia è fondamentale avere la capacità di trasformarli in opportunità capendo l’origine dell’errore, trovando il modo per porvi rimedio e facendo tesoro dell’insegnamento che possiamo trarne.  

 

We are culture

All’interno del Manifesto dei valori del Gruppo Immedya, sotto la dicitura we are culture si legge: Errore. Flessibilità. Lungimiranza. L’errore per il Gruppo Immedya è portatore di valore e sinonimo di crescita e cultura, è una virtù che racconta l’intento di compiere un’azione volta al cambiamento e alla consapevolezza di migliorare processi ed attività complesse. 

 

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