Economia circolare, presente e futuro

“Il politico diventa uomo di stato quando inizia a pensare alle prossime generazioni invece che alle prossime elezioni.”
Winston Churchill è stato uno storico, un giornalista, un militare, uno dei primi ministri più influenti nella storia dell’Inghilterra e dell’Europa tutta. È stato un uomo capace di influenzare la sua epoca, di comprendere come operare nel presente per costruire il futuro. E non solo a livello politico.

Questa sua citazione infatti può essere estesa anche all’ambito economico: ci si può considerare imprenditori quando si inizia a pensare ad una crescita che duri nel tempo e non solo al profitto nel breve periodo.

E chi ha questa visione programmatica non può ignorare il concetto di economia circolare e, anzi, sa di doverlo porre al centro dei suoi ragionamenti, per creare opportunità in un ciclo di vita capace di innovarsi costantemente.

Che cosa si intende per economia circolare 

L’economia circolare è un modo di pensare, un approccio, una dichiarazione d’intenti, che si propone di modificare l’ordine lineare dei processi, per convertirlo in un’organizzazione circolare, nella quale ogni punto sia allo stesso tempo inizio e fine.

Potrebbe sembrare complicato dare un’attuazione pratica a questo concetto, ma in realtà è quanto di più semplice possa esistere. Il modello dell’economia circolare si ispira a quanto accade in natura, ai processi biologici dei viventi e ipotizza che i sistemi economici possano e debbano funzionare come organismi: il parallelo è tra sostanze nutrienti e prodotti/servizi i quali debbono essere pensati nell’ottica di una futura ri-elaborazione e ri-utilizzo.

La Ellen MacArthur Foundation è un ente indipendente nato nel 2010 proprio allo scopo di lavorare con le imprese, il governo e il mondo accademico per costruire un quadro di riferimento che possa favorire il passaggio a questo nuovo tipo di approccio; possiamo quindi prendere a prestito la definizione che dell’economia circolare dà la Fondazione: “è un termine generico che definisce un’economia pensata per potersi rigenerare da sola. In un’economia circolare i flussi di materiali sono di due tipi: quelli biologici, in grado di essere reintegrati nella biosfera, e quelli tecnici, destinati ad essere rivalorizzati senza entrare nella biosfera”.

Tecnicamente, lavorare in ottica di economia circolare implica per l’impresa ripensare completamente il ciclo produttivo, tenendo conto di 5 criteri fondamentali:

  1. pensare già al momento della progettazione del prodotto a quello che potrà essere il suo riutilizzo alla fine del ciclo di vita previsto;
  2. enfatizzare la costruzione di prodotti che siano modulabili e riadattabili, in ragione di futuri cambiamenti nelle condizioni esterne legate al suo ruolo;
  3. preferire l’utilizzo di energie rinnovabili e pratiche ecosostenibili;
  4. avere un approccio sistemico, adottando una visione d’insieme che coinvolga l’azienda, i dipendenti, i fornitori, i clienti, il contesto sociale più prossimo, fino al Pianeta stesso e ne indaghi i nessi di causa/effetto;
  5. favorire il riutilizzo delle materie, intaccando meno possibile la riserva di materie prime ed adottando logiche di filiere di recupero.

Dalla definizione all’attuazione

In quale modo, è lecito chiedersi, l’idea di economia circolare dovrebbe essere riportata nell’operatività giornaliera di un imprenditore, di una piccola e media impresa, di un’azienda che non ha nella produttività materiale il suo core business?

La risposta va ricercata nell’applicazione di una nuova logica di pensiero nella quale il profitto passi dall’essere il principale motivo per il quale si fa impresa, al diventare uno dei molti indicatori utilizzati per dare un vero valore al business ed all’impresa.

La sostenibilità, la Corporate Social Responsability, la capacità di creare valore per il singolo e per la collettività, il contributo dato all’innovazione ed alle nuove tecnologie, l’innesco di meccanismi di progresso, sono tutte variabili che, nell’ottica di un’economia circolare, dovranno far parte della matrice di valutazione dell’imprenditore.

Lasciarsi orientare dal concetto di economia circolare aiuterà a pensare non più al breve e medio termine, ma al contrario al lungo periodo e questo avrà senza dubbio una ricaduta importante sul mondo dell’imprenditoria che preferirà guardare a prodotti/servizi che abbiamo un ciclo di vita molto più lungo e, allo stesso tempo, ad un’organizzazione interna che punti ad una crescita sostenibile e che coinvolga anche la professionalità delle figure impiegate.