Crowdfounding per start up, i vantaggi

Vero è che ciò che in Italia è considerato novità, spesso negli altri Paesi del mondo è realtà consolidata per anni. In tema di crowdfounding per start up, i vantaggi sono noti ancora solo a pochi. Sei curioso?

Tra gli obiettivi che ci poniamo come #GruppoImmedya, la prima holding della comunicazione in Italia, c’è anche quello di darti conto di novità interessanti per te che fai imprenditoria. Tra queste, di certo il crowdfounding per start up: i vantaggi riesci ad immaginarli?
Probabilmente no. Ma non per colpa tua, quanto per l’endemica difficoltà italiana di cogliere al volo opportunità alternative, troppo abituati come siamo a restare impigliati nei nodi della burocrazia, delle norme legislative, delle banche.

Andiamo per step e chiariamo prima di che cosa stiamo parlando.

Che cos’è il crowdfounding

Tradotto letteralmente questo termine significherebbe nella nostra lingua finanziamento di folla. Liberandoci un attimo dall’effetto google translate, diamone un’interpretazione leggermente più pratica: il crowdfounding è un finanziamento collettivo, una raccolta di fondi cioè a cui possono partecipare più persone, senza limiti minimi di spesa.

Ci sono piattaforme online in tutto il mondo, grazie alle quali si può caricare il proprio progetto/iniziativa e cercare di stimolare l’interesse degli stakeholders, convicendoli così ad una donazione più o meno cospicua a seconda delle possibilità e anche della tipologia di progetto e della quantità di denaro che si sta cercando di raccogliere.

Per che tipologie di progetti si può utilizzare il crowdfounding? Teoricamente per tutto, ma normalmente al finanziamento collettivo ricorrono:

  • Start up innovative
  • Enti benefici
  • Organizzazioni culturali
  • Ricercatori scientifici

insomma, chi ha tra le mani dei progetti in grado di cambiare in qualche modo il mondo, ma non ha la forza economica per portarlo avanti da solo.

Notissime solo ad esempio le raccolte fondi online organizzate attraverso piattaforme di crowdfunding legate a tragedie umanitarie, piuttosto che a temi molto differenti: chiedere a Barack Obama qual è stata la maggiore fonte dalla quale ha ricavato i fondi per la sua prima campagna Presidenziale.

Ora che hai un po’ più chiare le idee, possiamo concentrarci sul tema del nostro articolo: se parliamo di crowfounding per start up, i vantaggi quali sono?

Crowdfounding e start up: perché?

Per loro stessa definizione, le start up sono delle imprese all’inizio, che hanno magari delle ottime idee, ma poche o nessuna risorsa per scoprire se il passaggio dalla teoria alla pratica è davvero in grado di creare qualcosa di epocale.

Se sei in questa situazione, le scelte a tua disposizione sono diverse:

  • cercare un investitore esterno
  • ottenere un prestito in banca
  • sperare di accedere a qualche finanziamento a fondo perduto
  • scartabellare tra i Fondi Europei per capire se ce n’è qualcuno che fa al caso tuo

te ne vengono in mente altre? In tutti questi casi però, hai davanti lunghe trafile burocratiche, pile di carte da presentare, nessuna certezza e comunque un investimento iniziale da approntare.

Parlando di crowdfounding per start up, i vantaggi che sicuramente possiamo nominare come primi sono la possibilità di collegarsi ad una piattaforma online e caricare il proprio progetto bypassando le lungaggini della burocrazia e la concreta possibilità di non dover affrontare nessuna spesa nella fase iniziale.

Ci sono infatti diversi modelli di finanziamento collettivo. E anche senza andare a scomodare quelli per donazione, in cui chi decide di darci dei soldi lo fa appunto senza ricevere nulla in contrario, le altre alternative che prevedono un do ut des, non hanno comunque l’immediatezza tra le proprie caratteristiche.

Il Reward Crowddfounding prevede per chi ha investito una ricompensa commisurata con il contributo dato, ma solo una volta portato a termine il progetto.
L’Equity Crowfounding invece permette a società non ancora quotate in borsa di raccogliere risorse finanziarie a fronte della cessione di quote azionarie.

Capisci quindi come il crowddfounding per le start up rappresenti un’enorme ciambella di salvataggio per portare avanti la propria intuizione. Ovviamente, se davvero siamo convinti di poter ottenere risultati importanti, business plan ed analisi di mercato alla mano.

Le piattaforme consigliate per crowdfounding per start up in Italia

Dicevamo prima che l’Italia non ha esattamente la velocità di Bolt nel captare le novità. Ma, anche se con calma, arriviamo anche noi!
Possiamo farti un elenco di alcune piattaforme di crowdfounding per start up italiane davvero molto interessanti. Ti consigliamo però di andartele a vedere tu stesso per capire quale può essere quella più adatta alle tue esigenze e soprattutto quella maggiormente frequentata dai portatori di interesse giusti per te.