Come trasformare la noia in creatività

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Creatività e noia

Come trasformare la noia in creatività

La noia è da molti percepita come un mix dolceamaro di senso di vuoto, demotivazione e malinconia. Ma un modo per trarne dei vantaggi e alimentare la nostra creatività esiste.

È vero che ci annoiamo quando ci sembra che attorno a noi non ci sia niente di interessante da fare. O quando siamo costretti a svolgere un compito monotono. Quando ci annoiamo ci sentiamo demotivati, e perdiamo la percezione del tempo: gli attimi sembrano ore.

Durante questi attimi però possiamo ricavare un beneficio per accrescere il nostro valore, spingendoci ad essere creativi.

Com’è possibile? Ce lo spiegano alcune ricerche.

 

È necessario evitare la noia?

Questo studio ci spiega che la noia sta interessando sempre di più la comunità scientifica perché, durante i lunghi momenti di noia, il nostro comportamento peggiora e il nostro umore subisce alterazioni.

Per esempio, la noia può farci mangiare più del necessario. O può incoraggiare una guida spericolata, e in generale i comportamenti rischiosi. Inoltre, influisce negativamente per un impressionante 25% sulle prestazioni degli studenti.

La noia sembra essere proprio una condizione da evitare, potendo. Infatti tendiamo a riempire i nostri tempi vuoti, e potenzialmente noiosi, di passatempi e intrattenimenti: qualcosa da fare quando non abbiamo niente da fare, purché fare qualcosa.

Ma tuffarsi in qualcosa senza un obiettivo potrebbe non essere sempre la scelta migliore per combattere la noia.

 

Misurare la noia

Per fronteggiare i momenti di vuoto, gli studiosi hanno prima di tutto cominciato a dare una forma e un peso alla noia: già da fine anni ’80 i ricercatori mettono finalmente a punto una scala per misurare la noia (BPS – Boredom Proneness Scale).

La prima evidenza emersa dalla sua applicazione è questa: esistono situazioni noiose, ma anche persone che si annoiano più facilmente e frequentemente di altre.

Sembra infatti che la noia affligga gli individui più impulsivi, iperattivi e meno dotati di autocontrollo. Dall’altra, tendono ad annoiarsi molto anche le persone più propense a mettersi sempre al riparo da tutto, quelli che non escono mai dalla propria comfort zone.

E la noia ha inoltre una stretta relazione con il livello di attenzione.

Aumenta nelle situazioni che non si possono modificare e in cui ci si sente intrappolati, in momenti che riguardano il tempo presente. Come proprio la sfera dell’attenzione, che riguarda il “qui e ora”.

Si sta attenti “adesso”, così come ci si annoia “adesso: la noia è strettamente connessa con la capacità di gestire e orientare l’attenzione, e diminuisce quanto più si trova qualcosa a cui vale la pena di stare attenti.

 

La noia è un break necessario al nostro cervello

La dottoressa Sandi Mann della University of Central Lancashire ha condotto una serie di esperimenti volti a studiare l’effetto di noia e distrazioni sul lavoro creativo. In uno di questi esperimenti, Mann chiedeva a un gruppo di 40 studenti di svolgere un compito ripetitivo e poco stimolante come scrivere numeri di telefono copiandoli da una rubrica.

In una seconda fase a questo gruppo e a un gruppo di controllo veniva chiesto di trovare il maggior numero di utilizzi possibili per due tazze di polistirolo: il gruppo che aveva dovuto copiare i numeri delle rubriche si rivelava sempre più creativo di quello di controllo.

Ricerche come queste lasciano intuire che i momenti di noia, lungi dall’essere deleteri, costituiscono una specie di pit stop in cui il cervello ricarica la propria benzina creativa.

Nei momenti di noia il nostro cervello ha spazio a sufficienza per perdersi in divagazioni e sogni a occhi aperti che, come Moshe Bar e altri scienziati hanno dimostrato, hanno un ruolo cardine nei processi cognitivi.

La noia (secondo questo studio) ci spinge infatti a tirar fuori la nostra curiosità. E la curiosità è uno dei nostri beni più preziosi, perché ci spinge a cercare nuove opportunità.

A livello collettivo, è un grande motore di conoscenza. A livello individuale, è un fattore di benessere e di salute mentale, anche in tarda età. Essere creativi ci porta a sperimentare, uscire dalla comfort zone e perché no, fare errori.

 

Come possiamo essere creativi mentre ci annoiamo?

Se ti stai domandando se siamo in grado di annoiarci di proposito, la risposta è: non si può. Semmai possiamo metterci nella condizione di poterci annoiare, a patto che non cerchiamo di contrastarla ricorrendo a gratificazioni istantanee.

Un esempio pratico potrebbe essere quello di prendervi del tempo per voi, con un foglio e una penna a portata di mano, senza avere a portata di mano uno smartphone connesso a Internet o ad un profilo social.

Negli ultimi tempi stanno infatti emergendo studi e statistiche sull’impatto che il multitasking sta avendo sulla vita delle persone, in ambito lavorativo come in quello famigliare. Sebbene sempre più persone si dedichino al multitasking, solo il 2% in media è in grado di dedicare effettiva attenzione a più di un compito per volta.

Fermarsi per un po’, staccare la connessione, restando concentrati e predisposti a “far accadere le cose”, può risultare molto utile al nostro cervello, che in quel momento saprà attivarsi in modi a noi inaspettati.

Sta a noi trarre da questi stimoli un vantaggio per alimentare la nostra creatività, e migliorare il nostro valore come individui.

Per quanto la noia possa risultare frustrante, possiamo imparare a conviverci e tollerarla invece che evitarla.

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